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Il sonno di Termini

Andiamo sotto al portico ogni sera e dopo che la notte si consuma in un baluginare di luci e… la notte ci consuma sai? Non credere che sia l’ora del riposo. La giornata di noi che stiamo qui, visti e non visti tra la folla, non ha ritmi comuni. Il sonno va diluito durante le ventiquattr’ore…come i sorrisi e l’assenza di pensieri. Il dente è un derviscio nella bocca ispessita. Ho lo spirito del viaggiatore io che credi…mio padre me l’ha passato. E’ un luogo di partenza secondo me la stazione, non si arriva mai, si parte sempre. Io la vivrei così. Io che sono arrivato. Il fischio di un treno.

Valerio Maggio

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