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Sarah, il clima, e gli stereotipi

Sarah è un’ambientalista di Cebu, Filippine. E’ venuta a Roma per una campagna di sensibilizzazione sul cambiamento climatico. Insieme ad altri rappresentanti da differenti paesi, ha partecipato a una marcia verso il Vaticano, per ringraziare Papa Francesco per la sua Enciclica sul cambiamento climatico.

Per molti turisti, Roma significa specialmente Vaticano. Tra questi turisti, alcuni sono pellegrini, Cristiani che visitano il quartier generale della religione cattolica. E’ facile generalizzare i pellegrini, ma il caso di Sarah mostra come le categorie restino solo sulla superficie, e l’identità è complessa.

“Avendo un fidanzato bianco, a volte mi ritrovo a stereotiparmi da sola”, dice Sarah, consapevole dell’orrendo pregiudizio che molti cosiddetti “bianchi” nutrono nei confronti delle donne del sud Est asiatico in particolare. “Avevo paura del giudizio degli altri, dello stereotipo, del pregiudizio”, dice, condividendo un sentimento comune tra le donne educate ed emancipate provenienti da paesi poveri. No, i filippini non sono tutti domestici, e le donne filippine possono essere orgogliose e forti come il più temerario dei vichinghi. Possono essere mezzi spagnoli, cinesi, malesiani, e in effetti sono un gran mix di origini.

“Certamente noto le difficoltà dei migranti del mio paese qui”, dice Sarah, mentre dietro di lei una filippina aspetta il treno. I migranti economici filippini contribuiscono per circa il 14% del Pil nazionale grazie al denaro che inviano nel loro paese d’origine, dove molti non vivranno mai più. Più di 10 milioni di filippini lavorano all’estero e aiutano a sostenere le loro famiglie in Filippine, dove la corruzione endemica non permette uno sviluppo economico sostenibile ed equo.

“Potremmo avere 4 volte l’energia eolica della Germania, ma non sfruttiamo il nostro potenziale”, spiega Sarah, consapevole di come le energie rinnovabili possono contribuire a creare un sistema economico più partecipato. Purtroppo però, più risorse significa anche più sfruttamento e abusi da parte di corporazioni senza scrupoli. Essere un ambientalista in Filippine può significare minacce di morte, e in effetti molti attivisti vengono uccisi ogni anno per via della loro posizione contro l’inquinamento dei fiumi, il pesante uso di pesticidi, il latifondismo estremo. Quello che Sarah sta facendo però è un mix di preparazione spirituale e di sensibilizzazione sul cambiamento climatico. Se volete sapere di più sul progetto che lei e altri stanno portando avanti, vedete qui: http://greenreleaf.org/earth-village-project/

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