Home / TerminiTV / Termini, Tiburtina.. e il Giubileo

Termini, Tiburtina.. e il Giubileo

Non sarà lo stesso, se meglio o peggio questo dipende – dal gusto delle persone, dalle loro necessità – ma i lavori a Termini non lasceranno nessuno senza un’opinione da dare. Con il Giubileo si comincia ad allargare la strada attorno a Termini, per dare spazio a nuovi pullman, a più turisti, a più parcheggio. Eppure i piani sembrano chiari: sarà Tiburtina la nuova stazione centrale di Roma, visto che nel 2017 i treni ad alta velocità partiranno da lì, dove da 5 anni i cantieri non si fermano mai.

“Secondo me Tiburtina non rimpiazzerà Termini, qui c’è una posizione troppo comoda”, dice uno degli intervistati, conduttore della rubrica radiofonica Insalata Greca, nonché residente della zona. E come al solito, tra i nostri intervistati ci sono persone di origini e status diversi, poiché tutti vivono la stazione, ognuno con le sue necessità.

“Io spero per Roma che diventi sempre più grande”, ci dice uno dei senzatetto più conosciuti di Termini, kenyano, che da oltre 30 anni abita a Roma, dove prima lavorare come interprete. E di origine africana è anche la donna che si ricorda Tiburtina quando, 20 anni fa, era come Civitavecchia, dove lei viveva, prima di trasferirsi in Friuli Venezia Giulia.

Le stazioni sono un simbolo della nostra società globalizzata, e fa parte di questo anche l’espansione a dismisura, la commercializzazione degli spazi come unico rimedio al degrado (e a volte causa del degrado stesso a ridosso dello spazio commerciale). Il degrado è certamente un’ossessione piuttosto italica che va di pari passo con la crisi. “Manca un supermercato”, dice un ragazzo dell’Honduras, mentre l’anziano italiano, dopo che sua moglie ha perso il treno “perchè non trovava il binario”, si sfoga: “Questo palazzo per me è un mostro”.

Ognuno con la sua storia, con le sue esigenze, guardiamo cambiare il mondo davanti ai nostri occhi, e spesso non ci rendiamo conto che quei sampietrini, quel negozio ormai chiuso, le panchine o i treni regionali, fanno parte del nostro vivere comune, ci legano di generazione in generazione.

E infatti i più giovani, appena tornati da una vacanza estiva, non sembrano patire l’effetto nostalgico del “era meglio prima”. “A me piace”, dice una ragazza, mentre le fa eco il suo amico accanto: “è più vicina all’Università”. A Roma, come nella vita, c’è posto per la bellezza certo, ma anche e soprattutto per l’utilità. Speriamo che ci si ricordi anche di questo mentre si addobba la città per i milioni di pellegrini del Giubileo.

Check Also

Tra gli ultimi No Tav

Vi portiamo a Chiomonte, in val di Susa, dove da poche settimane si può entrare a …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *