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2 anni di Baobab experience

E’ nato tutto da uno sgombero, a Ponte Mammolo, nel maggio 2015. Come allora, oggi la Roma solidale è sotto sfratto. Questa è la storia di un’emergenza infinita, ma evitabile, l’ospitalità dei richiedenti asilo.

Disperse le centinaia di migranti che alloggiavano a Ponte Mammolo, nel 2015 (la storia finì pure sul New York times, e c’era anche un fotografo di TerminiTV) dei giovani romani si organizzarono per cercare di dare una risposta all’emergenza abitativa di queste persone, in maggioranza richiedenti asilo provenienti dal Corno d’Africa.

Si chiama Baobab experience e nasce appunto nell’ex centro Baobab, a pochi metri da Tiburtina. Sgombero dopo sgombero, fino ad arrivare all’attuale spazio di via Chiaramonte, davanti all’ex cosiddetto Hotel Africa, che aveva ospitato migranti del corno d’Africa oltre un decennio fa, in un ex deposito delle ferrovie.

Un’emergenza continua, o semplicemente una mancanza di interesse a gestire il problema, visto che non viene agevolato chi cerca di dare una risposta concreta e giornaliera alla situazione – come i volontari di Baobab.

Tende, cibo, avvocati di strada e medici, supporto logistico e burocratico che i volontari – pochi – di Baobab, hanno offerto ai migranti in segno di solidarietà, ma anche con una visione per il futuro.

L’emergenza però è rimasta tale, e dopo due anni, la storia di questi volontari si allunga, e va a coincidere con quella dei tanti che, dopo il viaggio della speranza, arrivano in un piazzale senza acqua, in attesa di risposta alle loro richieste d’asilo. Una situazione kafkiana che fa pendant all’alto tasso di rigetto delle richieste di protezione, e alla manipolazione, da parte di una certa politica, dell’immigrazione come di un fenomeno legato alla sicurezza.

L’accoglienza è sicurezza, da due anni lo ripetono invano i volontari di Baobab experience, che insieme ad altri in giro per l’Europa stanno cercando di riconoscere un dato fondamentale: non è con gli sgomberi che si crea sicurezza, o giustizia, o progresso.

Francesco Conte

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