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Sul bus in Perù a fare rap

Si chiama “carreo” e rappresenta la vita sui bus, luogo fondamentale anche per chi intende rappare in pubblico, come questi due ragazzi che Chiara e Victor hanno filmato in Perù. Quando si parla del Perù in occidente, quel poco che se ne parla, ci si immagina le Ande, gli Alpaca, gli sciamani, l’Ayhuasca, forse la selva, pochi pensano al deserto. “Lima? Mi hanno detto che fa schifo”.

Negli ultimi 20 anni, Lima è passata da 6 milioni di abitanti a 10 milioni, rendendola la seconda città più popolata del Sud America. Pur trovandomi a vivere nella storica città di Cusco, è stata proprio Lima a farmi conoscere un lato del Perù che non mi sarei mai immaginata: il Perù urbano, il Perù meticcio, dove si scontrano tutti i contrasti e le culture di un paese con una superficie di oltre un milione di chilometri. Altro che le differenze fra le regione italiani, qui sotto un solo governo centralizzato vivono comunità native del’Amazzonia e comunità rurali Andine che si possono trovare fino a sopra i 5000m di vetta. L’abbandono dello stato e la disperazione economica, sembrano lasciare poco più di due opzioni ai migranti interni Peruviani: una vita di duro lavoro manuale mal ricompensata nella propria comunità, o l’immigrazione verso le metropoli, nella speranza di regalare ai propri figli un futuro migliore, più occidentale, dove poter dimenticare le proprie radici e la povertà vissuta. A Lima si innamorano coppie con origini mischiate, e nascono figli ancor più mischiati. Nel caos urbano di Lima, spesso vittime di bullismo per cognomi indigeni, i giovani cercano nuove forme di resistenza identitaria. E così, durante gli anni 90, cresce sempre di più la giovane scena dell’Hip Hop peruviano, negli anni della dittatura di Fujimori. Ancora oggi, l’Hip Hop organizzato gioca un ruolo fondamentale nelle comunità più marginali della città di Lima, una giungla urbana che continua ad invadere il deserto a visto d’occhio. Un complesso sistema di trasporti, che fa uso per la maggior parte di mini van e autobus di vecchia data, dove i viaggi sono accompagnati da venditori ambulanti, artisti e mendicanti. Questo è il primo video che rende omaggio a questa magnifica dimensione più “underground” del Perù che ho conosciuto in questi primi mesi vivendo qui. 

video: Chiara Feliciani – Victor Zea 

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