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Gerard e il Burundi che rischia una nuova guerra civile

Gerard lavora in una banca italiana, ma è originario del Burundi, dove la situazione politica è critica. Ci spiega perchè.

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2 comments

  1. Complimenti a TerminiTV e a Gerard per la semplice ma ottima spiegazione del dramma burundese.
    Posso testimoniare come giornalista che vive e lavora nella regine dei Grandi Laghi che la la diaspora burundese in Europa e Americhe hanno superato gia le artificiali divisioni etniche hutu e tutsi.
    Une grazie speciale va a Gerard, Dieudonne’, Belle, Francine, Saidi, Jean Claude.
    Nomi sconosciuti al pubblico e gente comune come me e voi. In realta’ degli eroi silenziosi che dall’Italia dal Belgio, dal Canada dalla Norvegia hanno fatto comprendere ai loro feratelli rimasti in Burundi che la sola via di pace e progresso e’ la fratellanza tra hutu e tusti, uniti in un solo popolo quello del Ururi (Burundi – Rwanda).
    E’ il loro silenzioso ma metodico impegno che sta evitando il genocidio di massa. Il regime razial nazista sta tentando in tutti i modi (anche con la forza) di convincere gli hutu a sterminare i tutsi in Burundi. Nonostante questo il popolo intero a ditto NO. Per attuare il genocidio il presidente Pierre Nkurunziza e’ stato costretto a pagare dei mercenari e dei terroristi: il Fronte Democratico di Liberazione del Rwanda (FDLR) quelli del genocidio in Rwanda del 1994.

    Grazie di cuore Gerard per aver contribuito alla pace nel tuo nostro Amato Paese dal Cielo d’Irlanda.

    FUlvio Beltrami
    GIornalsita Freelance
    Kampala Uganda

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