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Italiani in Germania: Dario di Berlino

Gli italiani iscritti all’Aire – dati del 1 gennaio 2016 – sono oltre 4,8 milioni. “Ce senti???” chiederebbe un amico di vecchia data che amava presentare dati inoppugnabili. L’Aire è il registro degli italiani residenti all’estero, e quindi non rappresenta neanche il totale dei nostri connazionali fuori dall’Italia. Quasi 5 milioni, il che significa l’8% del totale degli italiani. Lo stesso 8% che più o meno costituiscono gli stranieri in Italia. Con la differenza però che gli italiani spesso giocano il ruolo degli “expat” e non degli immigrati, il che significa che possono tornare nel loro paese quando vogliono, e che di certo non hanno intenzione di chiedere asilo politico o una nuova cittadinanza. Eppure ci sono tanti italiani, in Germania ad esempio, tutelati dai contributi sociali del nuovo paese di residenza. Non è il caso di Dario, che a Berlino ha trovato una nuova carriera come gestore di locale – con musica dal vivo, grande assente della movida romana – dopo anni di vita e lavoro nella capitale d’Italia.

“Siamo pur sempre entrambi europei”, potrebbe ribattere qualcuno, finendo a discutere per l’ennesima volta di differenze religiose e culturali con i nostri vicini del sud del Mediterraneo. Certo il nord Africa – ad esempio – non ha molte cose in comune con l’Italia, eppure i nostri governi da anni parlano di strategia per il Mediterraneo, un mare da sempre considerato il bacino naturale di una potenziale leadership italiana nella cooperazione e nello sviluppo delle nuove democrazie africane, come quella tunisina appunto, che è stata anche premiata con un Nobel per la Pace. E invece cosa facciamo noi? Un accordo sui migranti con la Libia in palese violazione dei diritti umani che pure diciamo di voler far rispettare. Inoltre ci sono in nord Europa altrettanti cittadini pronti a chiudere i confini verso gli europei del sud, come ad esempio nel Regno Unito, che non per niente ha votato a favore della Brexit. E quindi cosa possiamo fare, se non sottolineare che Dario, il nome del protagonista di questo video, è di origine persiana e che nella nostra tradizione abbiamo avuto tanto a che fare con la Persia che con i popoli germanici, e che comunque bisogna guardare avanti, verso una comunità umana sempre più inclusiva verso tutti, vicini e lontani. 

Francesco Conte

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