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Il principe di Cambogia, romano d’adozione

Intervista con il principe di Cambogia Sisowath Ravivaddhana Monipong: l’improbabile storia di come è nato questo incontro, in cui parliamo di stereotipi, identità e la relazione tra razionalità e irrazionalità.

Stavo in fila al bar San Calisto, per andare al bagno, una simpatica ragazza americana è di fronte a me, ci mettiamo a parlare e viene fuori che è originaria della Cambogia: “Ma dai! Lo sai che anni fa lessi che il principe di Cambogia vive proprio a Roma?” “Sì”, risponde lei, “E’ mio zio”. E Facebook ha fatto il resto, per metterci in contatto.

Il primo incontro con Ravi, che è anche ambasciatore della Real casa di Cambogia in Italia, è proprio in zona Termini, e parliamo di Italia, cultura, poesia (in particolare Leopardi). La padronanza dell’italiano da parte di Ravi è francamente impressionante, e anche se abbiamo tralasciato alcuni aspetti della sua vita privata peraltro interessanti, l’intervista realizzata con lui sulla terrazza dell’Hotel Radisson (ringraziamo Luisa Berio per la disponibilità) è un omaggio all’Italia e a Roma, nonostante le dure parole sul carattere dei romani alla fine dell’intervista. Odi et amo, insomma, ma soprattutto amo. 

video: Fran Atopos

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